Alfredo Masciullo

Alfredo Masciullo

Alfredo Masciullo Artist artworks for sale

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  Artist: Alfredo Masciullo
 Live in: Galatina (Lecce)
 Artworks for sale: 157.00
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Alfredo Masciullo Artist Bio:

Alfredo Masciullo nato a Galatina (Lecce) 28.11.1960. Liceo Artistico e laurea in Architettura nel 1985. ------------------------------------------------------ Wounded Bird (Tentativo di volo) Conoscevo un vecchio che parlava da solo, continuamente. Erano discorsi interminabili durante i quali sembrava rispondere a domande fantomatiche e fare, a sua volta, domande a misteriosi interlocutori che, a quanto pare, gli rispondevano puntualmente. Non era matto, non lo era affatto. Solo, diceva, “Parlo coi morti perché ai vivi non ho niente da dire” e poi aggiungeva, ammiccando “e anche perché solo loro mi stanno a sentire e soprattutto non dicono minchiate”. Mi sembra che la pittura di Alfredo Masciullo, come quel vecchio, abbia scelto degli interlocutori invisibili ed è questa una delle ragioni per cui mi piace. Non è un soliloquio, è un dialogo con qualcuno che non si vede e che nessun altro, tranne il soggetto che il nostro sta dipingendo, sembra ascoltare. In “Tentativo di volo” l’uomo, la donna o l’angelo che dipinge è come assorto, lo direi in preghiera. Sta per spiccare il volo oppure sta per parlare. Ma cos’è la preghiera se non, precisamente, un dialogo con l’invisibile? E, appunto, un tentativo di volo? Le sue città, gli eremi, i giardini e le corti sembrano sommerse dal silenzio eppure dialogano con qualcosa, la cui presenza rimane misteriosa ma evidente e l’imprecisione genetica del suo Geco mi sembra una metafora di questo dialogo con l’invisibile che ti trasforma fibra a fibra. Nel “Teatrino d’ombre”, in “Idea Santorini”, nel “Padiglione sull’acqua e giardino zen” o nel “Giardino chiuso” c’è, evidente, il ricordo o l’ipotesi del viaggio. O forse sarebbe meglio dire il ricordo “e” l’ipotesi del viaggio, perché, anche il viaggio è un dialogo ed anch’esso può essere praticato con l’invisibile e nell’invisibile (proprio verso dove è diretto l’immortale taoista del suo “Uccello dell’immortalità”: the Kingdom where nobody dies…) potrebbe essere Zobeide ma potrebbe anche essere solo una rosa. Oppure ambedue le cose (qui sono io, in realtà, che sto giocando un poco, perché la sua citta-spirale mi ha immediatamente evocato una rosa: la rosa azzurra di un film che vidi da bambino, e che era già vecchio allora, “Il ladro di Bagdad”!). Insomma in quello che Masciullo dipinge, nei luminosi arancioni e negli azzurri (ma non assente neppure nei bruni nei viola, nel verde cupo e nei grigi) c’è comunque, sempre il rimando a qualcosa che non si vede e non “chiude”, qualcosa che resta aperto come una ferita. Forse anche dolorosa. Insomma il suo “Angelo pesa-anime” proprio come quello del Guariento sembra pensare ad altro e così tutti i suoi soggetti. Però sta qui, mi sembra, la loro grazia. Ugo Rosa (già redattore della rivista Casabella) ----------------------------La rappresentazione della solitudine dell’uomo nel suo stare al mondo, il suo dialogo solipsistico diuturno che lo ha portato a tentare delle risposte nel sacro, nel magico e nel mistero. Chi più dell’artista è rappresentativo di un’isola, e lo stato di solitudine è quasi uno stato di necessità con cui proteggere la propria libertà, anche se, poi, l’atto creativo non è mai totalmente gioioso, ma nella maggior parte è sofferto. Il fare artistico è un fare individuale che porta a confrontarsi con il reale a “nervi scoperti” e questo spesso per un senso di inadeguatezza, non può che dare sofferenza. Le tematiche ritornanti, rimandano appunto ad un “io solitario” o a luoghi o entità quali giardini chiusi, città murate, luoghi dell’anima capaci di proteggerci da un esterno privo di caratteri, siano essi estetici o etici, luoghi in cui la poesia del silenzio ci rende più sensibili, luoghi come spazi ancestrali in cui si rinnova il mito delle nostre radici. Ancora i temi legati al magico e al mistero e ai soggetti che l’uomo da sempre ha eletto come tramite per avvicinarli e renderli meno oscuri e solo apparentemente più intellegibili (eroi mitologici, profeti e divinità, maghi e sciamani).