Alfredo Pini

Alfredo Pini

Alfredo Pini Artist artworks for sale

  Rated 4.5 / 5.0 by 58 clients as the best artist
  Artist: Alfredo Pini
 Live in: Ferrara, Italy
 Artworks for sale: 27.00
Views: 2220
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on Saatchi Art


Alfredo Pini Artist Bio:

Dopo tutto ciò che è stato scritto, e ancora si scrive, sull'arte pop, forse c'è bisogno di sottolineare che in quell'ambito l'immagine, o meglio le immagini, sono soggetti chiaramente cannibaleschi, al contrario di ciò che si può credere quando si pensa a loro come oggetti da consumare. Ironico o non, usato o non, il banale estende il suo effetto e, in certo senso, il suo potere. Facendo a meno dell'iperoggettività, invece, le immagini di Alfredo Pini riacquistano una loro indipendenza non aggressiva con le incertezze, le macchie che una grande autonomia include. E lo sguardo, in superficie così narrativo, esprime un disinvolto distacco. Percepisce situazioni, messaggi, usa l'evento reale che l'informazione tende a celebrare, ma attraverso un proprio filtro che è esso stesso un filtro mediatico , un'operazione nell'operazione, eppure gode della qualità della pittura in un'indipendenza rinnovata, mentre un poco sporca, disordina, confonde. Figure femminili che sembrano sgusciate via dalle pagine patinate di riviste pubblicitarie, perdono il loro glamour per riacquistare umanità e femminilità naturale. Lo fanno a rischio della propria "immagine", perché entrano nel mondo dell'arte dove bello e brutto non sono più categorie di giudizio se non per analisi storiche, e si fanno "contaminare" da effetti dripping, inserimenti linguistici e tagli prospettici. Nello scorrere di esperienze stimolanti, fino alla nostra universale bulimia, Pini frequenta una particolare forma di ubiquità. Niente deve essere trascurato, in questa festa, o rappresentazione se vogliamo chiamare così uno spettacolo, goloso nella rapidissima dimensione del movimento. Ma guardare è anche riflettere, e allora lo sguardo che si fa riflessivo testimonia senza moralismi, né celebrazioni né deplorazioni apocalittiche. Qui la passione della pittura impone le sue scelte, le sue tecniche, le sue predilezioni estetiche, chiarissime d'altra parte, con un'evidente inclinazione alla misura, anche nell'accumulazione di segni che non cede mai al dramma perché nell'oceano dei segni non si annega. Mai come in questo caso, la musica si fa strumento di comunicazione emozionale, nei grandi protagonisti del jazz e nel coinvolgimento che si crea tra il soggetto e il modo con cui l'artista realizza il lavoro. Veloci pennellate attraversano il campo visivo con sicuro slancio, per fermare anche solo per un istante, una nota, un ricordo, un gesto. Anche quando Pini descrive veicoli a due o a quattro ruote lo fa con una struggente nostalgia di simboli perduti, con la consapevolezza che per tutti noi queste immagini ci riportano ad un passato diacronicamente lontano ormai, ma irresistibilmente ancora legato al nostro immaginario. I musicisti e le automobili sono descritti con lo stesso profondo rispetto che si ha verso il valore, la qualità. "Un giorno come un altro", una canzone di Sergio Endrigo, un po' malinconica e un po' ironica, è il titolo di un lavoro di Pini, che narra, nella velocità delle sue pennellate, nel groviglio di segni che descrivono auto sfrecciare su strade e incontrare palazzi nei centri storici della città, un mondo forse scomparso ma di cui continuiamo a sentire l'eco, per la forza evocativa che ha avuto storicamente e culturalmente. Così anche "Stand by me" di Ben E. King, ci riporta al periodo vulcanico degli Anni '60, nella sottile ricerca che l'artista fa nel nostro subcosciente, ritrovando le immagini che hanno accompagnato i rotocalchi e i documentari di quell'epoca. Il suo "come eravamo" è avvolto da colori vivaci, ma anche da una sorta di nebbia avvolgente, come se passato e presente si scontrassero nella categoria extratemporale della tela. Suoni, luci e ombre si trovano e si respingono in un gioco avvincente di effetti prospettici e di rapide messe a fuoco delle immagini. Come in un sogno i soggetti ci appaiono, li riconosciamo, e poi sembrano scomparire, per un effetto improvviso, ai nostri occhi. Come in una dissolvenza cinematografica queste immagini si disvelano per poi scomparire rapidamente, un giorno come un altro.